mercoledì 22 settembre 2010

Il primo periodo a casa...











Pirati all'attacco!!!!

Matilda ha compiuto i sei anni...e come festeggiare se non con una festa di compleanno in puro stile piratesco!?!?!? Eccoci qui più pirati che mai (soprattutto Mario che spaventava i bambini da tanto che era brutto...)







martedì 7 settembre 2010

Lettera per te!

PRIMA

A volte c'erano giorni di ansia, o di sottile discordanza fra me e tua madre.

Il modo di aspettarti era diverso fra noi.

Ognuno ha il suo sentiero, la sua strada, e usa il suo mezzo preferito per percorrerla.

La meta è comune, ma le velocità sono diverse, così come il modo di procedere.

Prova ad immaginare un sentiero di montagna, e noi che ci camminiamo in mezzo.

Camminiamo nel bosco e piano piano cominciamo a conoscerlo, ad apprezzarne i rumori, gli odori e i colori.

Qualcuno magari si ferma a guardare un fungo, altri si fermano per riposarsi ed altri ancora rimangono rapiti da un piccolo animale che corre attraverso i rami.

Una figura indistinta: sai che c'è, ma non sai cosa sia.


 

Le domande sono tante, e le risposte possibili di più.

E i giorni, i mesi, gli anni passano e tu te ne accorgi, perchè ogni passo sembra più difficile, il respiro pesante e la fatica si accumula, anche nel cuore, che, come si sa, e un muscolo come gli altri, con qualcosa in più.

Però continui a camminare perchè altro non si può e perchè i sogni passano se uno li lascia passare.

Ma c'è gioia in noi, non ti preoccupare!

Non vieni per tappare un buco, riempire qualcosa che non c'è.

Vieni per costruire qualcosa di bello e di grande.

E lo spazio degli anni miracolosamente si restringe con una telefonata, con poche significative parole che per noi vogliono dire ancora di più del loro semplice significato.

Quando ti conosciamo, attraverso un paio di foto buffe, ho la sensazione che presto ci vedremo.

Si intravvede la cima della montagna ;e la strada dietro di noi, fatta di parole e persone che abbiamo incontrato, di sogni e di momenti bui, la si vede chiaramente, ma ormai non fa più paura.

Finalmente si parte!


 

DURANTE

Il Vietnam è un paese particolare e unico.

Intanto è il paese più verde che abbia mai visto (vabbè non sono stato in Irlanda) e poi non avevo mai visto così tanti motorini, con così tante persone a bordo!

Passiamo direttamente dal caos di una metropoli affascinante ed inquinata, viva e pulsante, alla campagna dove sei nata.

Il verde prende forma nei modi più impensabili e le piante crescono quasi una sopra all'altra, alla ricerca spasmodica di un po' di sole da acchiappare, oltre alla tanta acqua che il cielo regala regolarmente,

Facciamo appena in tempo a guardarti per la prima volta, che subito sei con noi.

O meglio stai con noi, ma non sei veramente con noi.

I tuoi occhi grandi e tondi mi guardano interrogativi e non mi riconoscono.

Mi rifiuti decisamente, forse non sei abituata agli uomini, perchè con la mamma va un po' meglio. Non so cosa fare e puntualmente quel che faccio peggiora la situazione.

Sembra quasi che annusi la mia ansia e ti agiti ancora di più.

Certo che non ti hanno dato tempo, mentre noi di tempo per aspettarti e prepararci ne abbiamo avuto anche troppo.

I giorni procedono e tu impari piano piano a fidarti, a concederci i tuoi primi-fantastici-sorrisi.

Darti il latte è una sensazione nuova, potente e dolce insieme.

Ti da l'idea della vulnerabilità del cucciolo d'uomo, e del fatto che tu ci debba essere, se no non sapresti sopravvivere.

Poi accade una cosa strana: prendi in mano il biberon e cominci a bere il latte da sola.

Lo fai con naturalezza, evidentemente sei abituata, è un tuo piccolo segreto per sopravvivere.

Penso che avrei voluto sempre darti il latte io, sin dall'inizio, sin da quando la tua strada è iniziata.

Ma forse così facendo non avresti imparato da sola ad essere autonoma, forse avresti perso qualcosa, ma alla fine non ne sono troppo convinto.

Visitiamo una piccola parte del tuo grande paese.

Un paese complesso e orgoglioso, che per tante cose, chissà perché mi ricorda l'Italia. O meglio il Sud Italia, da dove viene il tuo papà.

Mangiamo tanto e proviamo strani cibi che ci stregano per la loro bontà e semplicità, ma tu non sei da meno: ti avventi su qualunque cosa, dal latte ai gamberetti (aiuto questo non fatelo leggere al pediatra) con una voracità antica che spererei fosse innata, ma mi sa di no...

In soli venti giorni è già l'ora di partire, di tornare in Italia,

alla vita reale, almeno così dicono.

Devo dire che mi stai molto simpatica, figlia mia, anche se come al solito preferisci la mamma! Ridi, mangi, dormi, giochi con tua sorella con tanta tranquillità che ci stupisce e ci fa pensare di essere davvero molto fortunati.

A dire il vero abbiamo paura a pensarlo troppo, a dirlo ad alta voce, come se un incantesimo si dovesse spezzare prima o poi, senza avvisaglie.

Per adesso ci godiamo tutto con occhi curiosi e il cuore aperto.


 

DOPO


 

Dopo ci sarà di tutto.

Ci saranno sguardi ammirati e altri sospettosi.

Altri ancora non capiranno, ma non te la prendere figlia mia.

Ci saranno i giorni felici e quelli meno, per esempio quando ti ammalerai o sarai triste.

O anche più tristi, quando la memoria delle cose ti mancherà e noi dovremo camminare insieme a te alla ricerca di frammenti passati.

Ci saranno pranzi e feste con i parenti e con gli amici, e probabilmente tutti avranno da dire la loro, ma anche se ciò ti spaventa, è un piccolo prezzo da pagare, che in realtà abbiamo passato tutti, chi più chi meno.

E folate di vento caldo che ti arrivano quando meno te lo aspetti e tu ti godi il momento, anche perché magari prima eri un po' infreddolito per qualcosa che non sai.

Ci sarà da raccontarti per bene da dove vieni, qual'è la tua storia, quali sono le tue radici.

Noi abbiamo avuto poco tempo per assaporarle, ma ce l'abbiamo messa tutta, per vivere la nostra avventura come viaggiatori e non come turisti.

E poi abbia detto arrivederci al Vietnam, non addio.

Ti insegnerò a sciare e già mi immagino gli altoatesini (le piste migliori ce le abbiamo qui in Italia, cara mia) che ti guarderanno con un misto di stupore e rispetto, quando scenderai a valle con i tuoi piccoli sci, scrutando la discesa con i tuoi occhi a mandorla.

Ci saranno tante di quelle cose che neanche avessi tutto il tempo del mondo e tutte le pagine che si possono scrivere, ce la farei a descrivere.

Questo è un piccolo regalo per te figlia mia.

Un regalo imperfetto, ma che ci tenevo a darti e che custodirò fino a quando non sarà il momento..

Vorrei dirti tante cose (ad esempio che sono felice come una Pasqua che sei qui con noi) ma voglio parlarti per l'ultima volta della nostra strada.

Grazie a te siamo cresciuti nel nostro cammino.

Credo anche che non ci saremmo persi, anche senza di te.

Ma così è infinitamente meglio e ringrazio il cielo che sia così.

Parleremo del destino e della filosofia e forse sarai convinta che il fato non esiste, e che ognuno sceglie la sua strada, non la segue.

Eppure le nostre strade si dovevano incrociare, prima o poi.

Non ne sei convinta, figlia mia?